Nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, la formazione dei lavoratori non può più essere gestita come un’attività standardizzata e uniforme. Con l’evoluzione normativa culminata nel nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, diventa fondamentale personalizzare i percorsi formativi in base al settore ATECO dell’azienda.

Ogni comparto produttivo presenta rischi specifici, modalità operative distinte e dinamiche che richiedono un’attenzione mirata. È proprio per questo motivo che un approccio generico alla formazione oggi non è più sufficiente né ammesso dalla normativa.

Corsi sicurezza “fotocopia” che non rispecchiano i rischi reali

Per anni, molte imprese hanno trattato la formazione come un semplice adempimento burocratico, erogando gli stessi contenuti a qualsiasi lavoratore, indipendentemente dalle attività svolte, dalle mansioni effettive o dal settore di appartenenza.

Questo approccio, oltre a essere inefficace sotto il profilo della prevenzione, espone le aziende a rischi normativi significativi. Oggi infatti gli organi di vigilanza (ATS, INL) valutano non solo se i corsi siano stati fatti, ma quanto siano coerenti con i rischi specifici presenti nel DVR aziendale, direttamente collegati al codice ATECO.

Perché il settore ATECO è un punto di partenza cruciale

Il codice ATECO identifica l’attività economica principale di un’azienda e rappresenta la base per la classificazione del livello di rischio (basso, medio o alto), secondo i criteri stabiliti dal D.Lgs. 81/08 e dagli Accordi Stato-Regioni.

Ad esempio:

  • un’azienda con codice ATECO 43.22 (installazione di impianti idraulici) rientra nei rischi alti, con obbligo di formazione specifica approfondita, inclusa quella per attrezzature e DPI;
  • una società con codice 62.01 (produzione software) è considerata a rischio basso, con percorsi formativi diversi, focalizzati su videoterminali, stress lavoro-correlato e microclima.

A partire da questa classificazione, si definisce l’intero percorso formativo: contenuti, durata, modalità e obblighi di aggiornamento.

Il vantaggio di una formazione settoriale e personalizzata

Adottare un approccio formativo costruito sul settore ATECO permette di:

  • garantire coerenza tra DVR e piano formativo;
  • evitare sanzioni per formazione inadeguata o incompleta;
  • aumentare l’efficacia della formazione, rendendola realmente utile e contestualizzata;
  • migliorare la cultura della sicurezza interna, perché i contenuti sono percepiti come pertinenti;
  • facilitare la gestione delle scadenze e degli aggiornamenti specifici.

Una formazione su misura diventa, quindi, non solo un adempimento normativo, ma uno strumento strategico di prevenzione.

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