Nel panorama della sicurezza sul lavoro, la figura del preposto ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale. Con l’evoluzione normativa culminata nel nuovo Accordo Stato-Regioni del 2025, il legislatore ha voluto rafforzare la formazione di questa figura strategica, introducendo una novità importante: l’obbligo di aggiornamento biennale.

Ma si tratta davvero di un obbligo vincolante o di una semplice raccomandazione? E cosa rischiano le aziende che trascurano questo adempimento?

Vediamolo insieme, chiarendo cosa prevede la normativa, quali sono i contenuti richiesti e come adeguarsi per evitare sanzioni.

Il problema dei preposti formati, ma non aggiornati

Molte aziende, dopo aver formato correttamente i preposti in base al D.Lgs. 81/08, non si preoccupano di aggiornare la formazione nei tempi previsti, convinte che basti un corso iniziale “una tantum”.

Questo approccio, però, è oggi non solo inadeguato, ma rischioso, perché:

  • espone l’azienda a sanzioni amministrative in caso di ispezione;
  • compromette il ruolo operativo del preposto, che dovrebbe vigilare sui comportamenti e sulla corretta applicazione delle misure di sicurezza;
  • rischia di invalidare l’intero sistema di prevenzione in caso di incidente.

Cosa prevede la normativa

Con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, è stato introdotto in modo chiaro l’obbligo di aggiornamento della formazione per i preposti ogni 2 anni, a partire dalla data dell’ultimo corso (o dell’ultimo aggiornamento svolto).

Questa disposizione supera la precedente periodicità quinquennale prevista per lavoratori e dirigenti, e riconosce il fatto che i preposti operano in prima linea, in una posizione chiave tra direzione aziendale e operatività quotidiana.

L’aggiornamento biennale ha quindi valore di obbligo normativo, non di semplice raccomandazione. Il mancato rispetto di questo termine comporta l’inadempienza agli obblighi formativi previsti dall’art. 37 del D.Lgs. 81/08, con tutte le conseguenze del caso.

Cosa deve contenere l’aggiornamento biennale

Il corso di aggiornamento per preposti non è un ripasso generico, ma deve affrontare tematiche specifiche, tra cui:

  • tecniche di vigilanza sui lavoratori;
  • comunicazione della sicurezza e gestione dei comportamenti a rischio;
  • aggiornamenti normativi e giurisprudenziali;
  • casi studio e analisi di infortuni reali;
  • nuove attrezzature o procedure introdotte in azienda.

La durata minima prevista è di 6 ore, ma può variare a seconda delle caratteristiche aziendali, del settore ATECO e del DVR.

È possibile svolgere l’aggiornamento in presenza o videoconferenza sincrona, a condizione che siano garantite la tracciabilità, l’interazione con il docente e la verifica dell’apprendimento.

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