Con la diffusione dello smart working, anche il ruolo delle figure della sicurezza aziendale ha subito un’evoluzione. Tra queste, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) assume oggi un’importanza ancora più centrale, soprattutto alla luce delle novità introdotte dalla Legge 34/2026.

Il lavoro agile, infatti, modifica il contesto operativo e rende meno immediata la gestione dei rischi. Questo richiede un adattamento non solo degli strumenti, ma anche delle responsabilità e delle modalità di coinvolgimento del RLS all’interno del sistema di prevenzione.

Il cambiamento di contesto: sicurezza anche fuori dall’azienda

Nel modello tradizionale, il RLS operava principalmente all’interno dell’ambiente aziendale, dove i rischi erano visibili, analizzabili e più facilmente controllabili. Con lo smart working, questo scenario cambia radicalmente.

Le attività lavorative si svolgono in ambienti non direttamente gestiti dal datore di lavoro, come abitazioni private o spazi condivisi. Questo rende più complessa l’identificazione e la gestione dei rischi, che diventano meno evidenti e più variabili.

La nuova normativa chiarisce però un punto fondamentale: la sicurezza resta una responsabilità aziendale anche nel lavoro agile, e il RLS continua a essere una figura chiave nel garantire il corretto funzionamento del sistema di prevenzione.

Il nuovo ruolo del RLS nello smart working

Con l’introduzione dell’art. 11 della Legge 34/2026, il ruolo del RLS viene rafforzato soprattutto in relazione all’informativa sulla sicurezza per lo smart working.

Il RLS deve essere coinvolto nella ricezione di questo documento, che il datore di lavoro è tenuto a trasmettere non solo ai lavoratori, ma anche al rappresentante stesso. Questo passaggio non è formale, ma sostanziale: consente al RLS di verificare che i contenuti siano coerenti con i rischi reali e adeguati alla modalità di lavoro agile.

In questo contesto, il RLS non si limita più a osservare, ma contribuisce attivamente alla qualità dell’informazione fornita ai lavoratori, diventando un punto di riferimento anche per la gestione dei rischi “a distanza”.

Informazione e prevenzione: un sistema più collaborativo

Uno degli aspetti più rilevanti introdotti dalla normativa è il rafforzamento del concetto di responsabilità condivisa. Nel lavoro agile, la sicurezza non può essere garantita solo attraverso controlli diretti, ma deve basarsi su un sistema di collaborazione tra azienda, lavoratori e RLS.

Il responsabile ha il compito di raccogliere eventuali segnalazioni, individuare criticità emergenti e favorire un dialogo costruttivo tra lavoratori e datore di lavoro. Questo è particolarmente importante nello smart working, dove alcune problematiche possono emergere nel tempo e non essere immediatamente visibili.

La sua funzione diventa quindi più dinamica e orientata alla prevenzione continua, piuttosto che alla semplice verifica.

Le nuove sfide operative

Il lavoro agile introduce nuove sfide anche per il RLS. Non potendo accedere fisicamente ai luoghi in cui si svolge l’attività, deve sviluppare una capacità maggiore di analisi e interpretazione delle informazioni.

Diventa fondamentale comprendere come il lavoro viene realmente svolto, quali strumenti vengono utilizzati e quali difficoltà incontrano i lavoratori. Questo richiede un approccio più proattivo, basato su comunicazione, ascolto e confronto costante.

Allo stesso tempo, il RLS deve acquisire maggiore consapevolezza sui rischi specifici dello smart working.

Macla Consulting ti supporta nella redazione delle informative, nel coinvolgimento corretto del RLS e nell’integrazione della sicurezza nel lavoro agile. Contattaci per una consulenza personalizzata e metti in sicurezza la tua organizzazione, anche a distanza.