Le ondate di calore sempre più intense degli ultimi anni hanno trasformato il rischio da alte temperature in uno dei principali temi della salute e sicurezza sul lavoro. Lavorare all’aperto durante i mesi estivi, soprattutto nelle ore centrali della giornata, può infatti esporre i lavoratori a condizioni particolarmente pericolose, con conseguenze che vanno dallo stress termico fino ai colpi di calore, alla disidratazione e, nei casi più gravi, a eventi potenzialmente fatali.
Per questo motivo, numerose Regioni italiane hanno emanato anche nel 2026 specifiche ordinanze per il caldo estremo, introducendo limitazioni temporanee alle attività lavorative più esposte e rafforzando gli obblighi di prevenzione a carico delle aziende. Pur con alcune differenze territoriali, i provvedimenti seguono una linea comune: proteggere la salute dei lavoratori nelle giornate in cui il rischio climatico raggiunge livelli particolarmente elevati.
Cosa prevedono le nuove ordinanze regionali
Le ordinanze adottate da diverse Regioni prevedono, nella maggior parte dei casi, il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto tra le ore 12:30 e le 16:00 durante le giornate in cui il sistema Worklimate di INAIL-CNR segnala un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa.
I provvedimenti interessano principalmente i settori maggiormente esposti alle alte temperature, come:
- edilizia e cantieri all’aperto;
- agricoltura e florovivaismo;
- cave;
- piazzali della logistica;
- in alcune Regioni anche rider e attività di consegna merci.
Le date di validità possono variare da Regione a Regione, ma generalmente coprono il periodo estivo, tra giugno e agosto o, in alcuni casi, fino alla metà di settembre.
È importante sottolineare che non si tratta di un divieto automatico per tutte le giornate estive: le limitazioni si applicano solo quando le mappe previsionali indicano un rischio elevato.
Salute e sicurezza sul lavoro: gli obblighi delle aziende non si limitano alle ordinanze
Le ordinanze regionali rappresentano soltanto uno degli strumenti di tutela previsti. Indipendentemente dalla presenza di specifici divieti, il datore di lavoro continua ad avere gli obblighi stabiliti dal D.Lgs. 81/2008 in materia di valutazione e gestione dei rischi.
Questo significa che ogni azienda deve analizzare il rischio derivante dall’esposizione al calore e adottare misure organizzative adeguate. Tra queste rientrano, ad esempio, la rimodulazione degli orari di lavoro, la pianificazione delle attività più pesanti nelle ore più fresche della giornata, l’aumento delle pause, la disponibilità di acqua potabile e aree ombreggiate, oltre alla formazione dei lavoratori sui sintomi dello stress termico.
Le alte temperature non devono quindi essere considerate un evento eccezionale, ma un rischio prevedibile che deve entrare a far parte della normale gestione della sicurezza aziendale.
Affidarsi a un partner specializzato come Macla Consulting significa poter contare su un supporto qualificato nell’aggiornamento della valutazione dei rischi, nella predisposizione delle procedure operative e nella formazione del personale, garantendo un sistema di prevenzione realmente efficace anche durante i periodi di caldo estremo.